Che cosa è il PRP?

l PRP è la parte liquida del sangue arricchita di piastrine e molecole bioattive dall’alto potenziale attivante del processo fisiologico di rigenerazione.
La frazione di plasma ricco in piastrine (Platelet Rich Plasma, in inglese , PRP) si è dimostrata da tempo una risorsa importante nel campo della medicina rigenerativa.

Grazie alla straordinaria ricchezza di molecole bioattive e fattori di crescita, capaci di attivare le cellule staminali già presenti nell’organismo, il PRP ha trovato largo impiego negli ultimi anni in protocolli clinici per la cura di diverse patologie, dentarie, delle ossa, della pelle, dei tendini…
Tra le varie applicazioni, questo emoderivato viene impiegato con frequenza sempre maggiore anche nella medicina dello sport ed in particolare per il recupero da traumi ed infortuni subiti dagli atleti. La promessa di abbattere i tempi di recupero dai danni subiti ha reso questo approccio molto promettente tanto da vantare tra i suoi pazienti alcuni tra gli atleti più forti e famosi del momento, come ad esempio il campione di golf Tiger Woods. 

Le enormi potenzialità mostrate dal PRP in tutti questi campi della medicina rigenerativa, unite alla naturalità del prodotto, hanno incoraggiato il suo impiego anche nella medicina estetica, dove si sta insediando recentemente, specie nei protocolli antirughe e di rimodellamento del viso.


Il PRP si sta rivelando una delle migliori metodologie per curare i capelli

Grazie alla sua sicurezza, versatilità ed efficacia nel potenziamento dei processi di autorigenerazione, il PRP per far ricrescere i capelli è stato recentemente impiegato sperimentalmente e con successo da molti centri in tutto il mondo.
 

Le indicazioni che hanno portato al suo impiego in questo campo sono state sia sperimentali sia teoriche.

Infatti si era osservato come dopo trattamenti estetici per il ringiovanimento del viso e per la cura di lesioni cutanee a base di PRP, le regioni circostanti l'area trattata presentavano una maggiore densità e robustezza delle strutture pilifere precedentemente danneggiate. Inoltre l'individuazione di popolazioni di cellule staminali adulte nella regione soprabulbare (REF journals cambridge ) e l'evidenza del deterioramento di queste strutture in caso di calvizie, hanno fatto pensare alla possibilità di restaurare il normale ciclo di crescita del capello grazie alla riattivazione delle cellule staminali.
 

Il PRP anche sui capelli!

Dunque, forti anche delle ben note proprietà rigenerative sulle lesioni cutanee e della comprovata sicurezza di questo biomateriale, si è pensato di provarne l'efficacia nel supporto degli interventi chirurgici di autotrapianto, mettendo alla prova tutte queste ipotesi.


I risultati hanno messo in evidenza la capacità del PRP di agire anche sui capelli miniaturizzati cosiddetti "indigeni" (i poveri capelli "originali" che resistono sul cuoio capelluto affetto da calvizie) e di rigenerarli facendo recuperare loro diametro e colore.

A questo punto l'equipe del Dr. Greco negli Stati Uniti ha deciso di somministrare sperimentalmente il PRP per la cura della calvizie senza chirurgia. 
I risultati sull'aumento dello spessore del fusto sono stati sorprendenti ed hanno portato alla pubblicazione di uno studio.

Da quel momento, dapprima prevalentemente negli U.S.A. ed in Brasile, in seguito in tutto il mondo, molti centri tricologici hanno adottato la tecnologia del PRP per arrestare la caduta dei capelli. 

L'entusiasmo iniziale però ha portato all'applicazione di questa metodica spesso con scarso approfondimento delle problematiche tecniche e senza una reale esperienza sulla corretto processamento del materiale biologico. In assenza di una standardizzazione, tanti centri diversi hanno utilizzato e continuano ad utilizzare una varietà di protocolli differenti, che vengono però associati ad un unico nome: "PRP".

Tutta questa variabilità nelle metodiche e dunque nei risultati ha contribuito alla nascita di una grande nube polemica attorno alla metodica del PRP, attribuendogli risultati altalenanti e mirando a screditare il procedimento in toto.
In realtà, come già successo precedentemente nell'impiego del PRP per la cura di altre patologie, sembra che gli insuccessi siano da ascrivere principalmente al tipo di protocollo utilizzato ed alla capacità dello staff che esegue la procedura (vedi: falloplastica o ncbi). 
Appaiono fondamentali nel buon esito della procedura aspetti come la giusta concentrazione piastrinica, il protocollo di trattamento del plasma e la variabilità individuale nella concentrazione di fattori di crescita nel sangue (vedi: ncbi ).

 

Perché funziona sui capelli?

Recentemente è stato scoperto che le cellule staminali della zona del "bulge" nei follicoli di pazienti affetti da calvizie sono in arresto funzionale, cioè sono bloccate in uno stato di "riposo" in attesa di ricevere un segnale di attivazione.
Il PRP è in grado di fornire lo stimolo di attivazione in quanto alcuni dei fattori di crescita che contiene sono il segnale fisiologico per indurre le cellule staminali a rientrare nel ciclo cellulare e replicarsi.
Le staminali attive del follicolo possono tornare a svolgere la loro funzione e ripristinare il ciclo fisiologico di crescita del capello.


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