• dott.ssa Silvana Campisi

Donne e Calvizie

Stilefermminile.it in un interessante articolo intitolato “Anche le donne perdono i capelli” mette in evidenza che “se nell’immaginario collettivo, l’uomo calvo è accettato… per la donna la perdita di capelli è ancora un tabù molto forte”. In effetti la perdita di capelli interessa la maggioranza della popolazione maschile, quota che, dopo i 50 anni, sfiora addirittura l’80 per cento. Non mancano esempi tra le persone più in vista come divi e sportivi. Il caso emblematico, fra questi ultimi è l’arbitro Pierluigi Collina, ex-capo degli arbitri Uefa, ricordato per un recentissimo fatto di cronaca.

Il ragazzino con l’alopecia e Pierluigi Collina

Un undicenne bresciano che gioca in una squadra giovanile della città è stato costretto, a causa dell’alopecia che lo ha colpito, a confrontarsi con le cattiverie degli avversari che gli gridavano "pelato, pelato". L’undicenne bresciano si è messo a piangere e il suo allenatore è riuscito a stento a convincerlo a giocare lo stesso. Poi l’allenatore si è rasato i capelli a zero in segno di solidarietà. Anche Collina ha voluto fare qualcosa: si è messo in contatto con la famiglia del ragazzo e così esprimere a lui tutta la sua vicinanza. “Anch’io come te ho una caratteristica particolare, non ho capelli né peli e questo per un’alopecia che mi ha colpito quando avevo 24 anni... quando ti senti dire “pelato”, come è capitato anche a me tante volte, non farci caso. E’ con l’indifferenza che puoi dimostrare quanto sia misero chi si esprime così“.


L’alopecia nelle donne

L’alopecia riguarda anche la metà circa delle donne. Esse vivono questa situazione come un vero e proprio dramma, psicologico e sociale. Nell’immaginario collettivo la perdita di capelli negli uomini è un fenomeno comunemente accettato, anche se crea disagi e imbarazzi per le “vittime”. Per le donne, invece, c’è il rischio di un danno psicologico devastante, che può influire direttamente sulla salute fisica. Alcuni studi hanno dimostrato che le pazienti che soffrono di calvizie non accettano che loro abbiano questo fenomeno per cui si creano gravi problemi di autostima, che le fa molto soffrire.


Processo temporaneo della caduta dei capelli

E’ normale perdere una cinquantina di capelli al giorno, grosso modo, cioè, la quantità di un ciuffetto. Se interviene un inizio di calvizie, però, inizia una caduta più consistente e spuntano le prime zone rade sul cuoio capelluto che, nelle donne, si concentrano soprattutto al centro della testa, dove i capelli sono più fini. Tuttavia, non sempre perdere i capelli coincide con l’alopecia vera e propria. Si può, infatti, avere un processo temporaneo, che gli specialisti chiamano “telogen effluvium”, che può essere innescato sia da traumi psichici (forti dispiaceri…), sia da cause fisiologiche (come la gravidanza). La causa più comune di perdita progressiva dei capelli nelle donne, come negli uomini, è l’alopecia androgenetica, che, solo negli Usa, colpisce circa 30 milioni di donne.  Si caratterizza per un iniziale assottigliamento dello spessore dei capelli in particolare sulla parte superiore e sulla corona del cuoio capelluto, e di solito, come si è detto, inizia dal centro della testa.


Altre cause della perdita dei capelli nelle donne.  La menopausa

Alcuni recenti studi mettono in evidenza che il diradamento dei capelli nelle donne può essere causato anche da altri fattori, oltre agli stress emotivi, di cui si è detto: le diete drastiche e la cattiva alimentazione hanno un grande influsso; ma anche l’uso di contraccettivi orali.Molte signore, poi, constatano un aumento della caduta dei capelli quando arriva la menopausa; ciò è dovuto alla netta diminuzione del livello di estrogeni. Le fiale anti-caduta a base di cremine e shampoo, è ormai constatato che non sortiscono alcuna vera efficacia curativa: sono solo trattamenti cosmetici. Così come è ovvio che il ricorso alle parrucche non può essere una vera soluzione perché si dà solo l’apparenza di avere una bella e folta chioma. Il trapianto, e più precisamente l’autotrapianto dei capelli, può apparire una soluzione. In realtà il trapianto non cura la causa del male, anzi può aggravarlo causando lo “shock loss”, cioè la fibrosi del cuoio capelluto.


Responso della scienza per combattere la calvizie

Grazie alle nuove bio-tecnologie provenienti dalla Medicina Rigenerativa, l’alopecia, il diradamento dei capelli e i problemi di calvizie, si possono ormai combattere efficacemente con metodi naturali e con risultati sorprendentemente positivi. Questo innovativo approccio terapeutico combina l’uso di biomateriali e fattori di crescita (tutti componenti autologhi) per supportare i processi di ricrescita dei capelli. Il successo di questo trattamento è condizionato dallo stato in cui si trovano i follicoli, per cui è necessario ricorrere allo specialista prima che avvenga l’atrofizzazione completa dei follicoli. E’ opportuno ricordare, però, che i sistemi applicativi della Medicina Rigenerativa differiscono molto fra di loro. Non tutte le metodiche applicate sono uguali e, quindi, non si ha sempre la stessa efficacia. Ciò comporta per il paziente il successo o l’insuccesso finale del trattamento intrapreso. E’ molto importante, quindi, saper scegliere l’équipe medica cui affidarsi.Esistono in Italia centri molto validi dove sono impegnate persone che, prima di passare al campo clinico, hanno lavorato nella Ricerca scientifica e hanno acquisito all’estero esperienze e competenze su bioterapie ora trasferite nella clinica.

La BioRicrescita

La BioRicrescita è una tecnica innovativa derivata dalla medicina rigenerativa, che attiva le cellule staminali del bulbo e stimola sul cuoio capelluto lo stesso processo di riparazione che avviene naturalmente nel nostro corpo.

In 6 mesi i capelli possono ricrescere, con risultati sorprendenti sia sugli uomini che sulle donne e senza effetti collaterali di nessun tipo. Il nostro team medico ha un'esperienza ventennale sulle staminali e di oltre 10 anni nella rigenerazione dei tessuti della pelle con la medicina rigenerativa, ed è uno dei pochi autorizzati dalle autorità sanitarie ad applicare la BioRicrescita.


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