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  • dott.ssa Silvana Campisi

Ruxolitinib, la pillola anticalvizie della Novartis: ancora ai primi studi

Esiste uno recente studio su una pillola anticalvizie, Ruxolitinib della Novartis, condotto su tre pazienti con risultati positivi. E’ stato pubblicato su 'Nature Medicine'.

Il farmaco “Ruxolitinib” e l’alopecia areata

Un team del Columbia University Medical Center ha identificato le cellule immunitarie responsabili della distruzione follicolare.  La pillola anticalvizie in questione è il Ruloxitinib, molecola già utilizzata per curare una grave malattia del sangue. Il dott. Raphael Clynes, coordinatore della ricerca insieme ad Angela M. Christiano, afferma: “abbiamo iniziato a testare il farmaco.  Se il farmaco continua ad avere successo e risulta sicuro, avrà un eccezionale impatto positivo sulla vita delle persone affette da questa malattia”. I ricercatori hanno sperimentato il ruloxitinib in pazienti affetti da alopecia areata moderata/grave, con una perdita di capelli di almeno il 30 per cento. I tre pazienti che hanno partecipato al piccolo studio pilota con la pillola anticalvizie hanno visto la loro chioma ricrescere entro 4-5 mesi dall'inizio della terapia.


Pochissimi studi sull’alopecia areata e il Ruxolitinib

“Abbiamo ancora bisogno di fare ulteriori test per stabilire che il Ruxolitinib della Novartis possa essere utilizzato nella alopecia areata, ma questa è una notizia entusiasmante per i pazienti e i loro medici. Questa malattia è stata completamente sottostudiata; fino ad ora sono stati condotti solo due piccoli studi clinici che hanno valutato terapie mirate nell’alopecia areata, in gran parte a causa della mancanza di comprensione della meccanicistica sottesa”.


Gravi perplessità degli esperti su Ruxolitinib della Novartis, la pillola anticalvizie

Tuttavia, molti dermatologi si dichiarano scettici di fronte alla novità della pillola anticalvizie proposta dalla ricerca statunitense.Il dermatologo Fabio Rinaldi, presidente dell’IHRF  (International Hair Research Foundation) e docente a Parigi, all’Università della Sorbona Due, mette in guardia perché gli esperimenti condotti finora non sono sufficienti.  Egli afferma: "mi hanno già cercato decine di pazienti per chiedermi la prescrizione di questa pillola anticalvizie,  ma al momento questo farmaco è troppo aggressivo e pericoloso per curare l'alopecia areata".Precisa l’esperto che la ricerca su questo farmaco (il Ruxolitinib della Novartis), per altro già usato per curare una malattia del sangue, è ancora all'inizio, per quanto riguarda l'alopecia. "Presenta infatti rischi di effetti collaterali per il fegato e i reni, può provocare un abbassamento delle piastrine e dare problemi al midollo per la produzione dei globuli rossi e bianchi. Man mano che si conoscerà questo farmaco, si scopriranno i protocolli e i dosaggi giusti. Magari in futuro sarà l'arma terapeutica giusta, ma al momento la sperimentazione di questa pillola anticalvizie, condotta su tre soli pazienti, non è assolutamente sufficiente per dichiarare il successo della pillola”.  “Inoltre  - continua il dermatologo Fabio Rinaldi -  i loro capelli sono ricresciuti in 4-5 mesi di terapia, e in questo lasso di tempo potevano guarire anche da soli.  Quindi, ad oggi, la pillola anticalvizie non vuol dire proprio niente".Infine, conclude il presidente dell'International Hair Research Foundation, siccome l'alopecia areata continua a riformarsi e ci sono recidive più o meno continue, anche ravvicinate, non conviene fare terapie così aggressive con questa pillola anticalvizie.  Il rischio, infatti, è che dopo 4 mesi si ripresenti lo stesso problema. “Quindi attenzione: un farmaco del genere non si può prescrive a cuor leggero".  La pillola anticalvizie per curare la caduta dei capelli non sarà ancora disponibile in tempi brevi.


Alopecia areata ed alopecia androgenetica

Anche il presidente della Società italiana di medicina estetica Fulvio Tomaselli esprime lo stesso parere sulla pillola anticalvizie: “Esistono altri tipi di terapie sufficientemente efficaci ma meno invasive, quindi la mia risposta è di estrema prudenza. Tra l'altro in questi mesi si è fatta una grande confusione, relativamente a questo farmaco, attorno alla caduta dei capelli: c'è calvizie e calvizie e il Ruxolitinib della Novartis funziona soltanto in alcuni casi. È efficace soltanto per l'alopecia areata, non per la calvizie vera e propria, ovvero l'alopecia androgenetica.  Quest'ultima è la più diffusa, colpisce circa l'80% degli uomini, ed è anche la più difficile da curare”.Dice il prof. Tomaselli: "L'alopecia areata è un tipo di calvizie meno grave rispetto all'androgenetica ed è caratterizzata dalla perdita di capelli parziale o totale. L'alopecia areata è legata a condizioni di stress cronico, così molto spesso può guarire anche da sola”.Conclude il prof. Tomaselli: "Diciamo che curarla con un antitumorale è come sparare alle mosce con un cannone.  Ed è per questo che credo che la situazione debba essere tenuta sotto controllo prima che il mondo dei calvi cominci ad andare alla caccia di questa pillola anticalvizie, che è alla portata di chiunque abbia una carta di credito: si può acquistare, infatti, facilmente su internet e non c'è neppure bisogno di prescrizione. Francamente, però, mi sembra un azzardo!".


Jakavi di Novartis: Ruxolitinib approvato per policitemia e non per le calvizie

Basilea, 17 marzo 2015 - Novartis ha annunciato oggi che la Commissione Europea ha approvato Jakavi® (ruxolitinib) per il trattamento di pazienti adulti affetti da policitemia vera (PV) che sono resistenti o intolleranti di idrossiurea. Jakavi è il primo trattamento mirato approvato dalla Commissione Europea per questi pazienti.Novartis ha infatti ricevuto l'approvazione europea per Jakavi in policitemia vera, la prima mirata terapia approvata per i pazienti con questo raro tumore del sangue.

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